Istat. Indice dei prezzi al consumo. Settembre 2026

L'Istat pubblica il report di settembre 2026 dell'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi. In questo mese, la stima del NIC, base 2025=100, registra un aumento del +0,7% su base mensile e del +4,2% su base annua (in accelerazione rispetto al +3,3% di agoasto), confermando la stima preliminare.

L’accelerazione dell’inflazione è dovuta all’andamento dei prezzi dei beni energetici, sia regolamentati (+25,8% rispetto a settembre 2025) sia non regolamentati (+22,5%), e degli alimentari non lavorati (+5,5%). Crescono a ritmi più sostenuti anche i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+1,6%).

Tra i capoluoghi di provincia e i grandi comuni con oltre 150 mila abitanti, l’inflazione più elevata si osserva a Reggio Calabria e Siracusa(+5,3% per entrambe) e Vicenza (+5,2%). Mentre le più contenute si hanno a Cremona (+3,1%), ad Aosta e Firenze (tutte e due a +3,2%).

In Puglia, l'indice segna un incremento del +4,3% su base annua e del+0,5% rispetto ad agosto 2026. Nel capoluogo di regione, Bari, l'inflazione si attesta al +4,1%.

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Pubblicato il 16 ottobre 2026