Istat. Storie di dati. Le trasformazioni delle regioni italiane. La Puglia
L’Istat pubblica il report della collana “Storie di dati – Le trasformazioni delle regioni italiane” dedicato alla Puglia, in occasione del centenario dell’Istituto. Il rapporto offre un quadro dell’evoluzione socio-economica della regione dall’Unità d’Italia a oggi.
La struttura produttiva regionale oggi è orientata alle attività terziarie, dopo essersi storicamente caratterizzata per una forte presenza agricola. Il Pil pro capite nel 2024 è più basso di oltre un terzo rispetto alla media nazionale e il Pil regionale rimane del 1,6% al di sotto del picco del 2007. Nel comparto extra-agricolo si registra una quota di addetti relativamente bassa nelle attività ad alta e medio-alta tecnologia e più elevata nei servizi a bassa intensità di conoscenza.
Nel 1951 quasi un quarto della popolazione di almeno 6 anni è analfabeta (24% contro il 13% italiano). Il tasso di occupazione (15-64 anni) nel 2025 è pari al 51%, oltre 11 punti percentuali inferiore rispetto al dato italiano; dal 1977 il tasso diminuisce di un punto percentuale in Puglia mentre in Italia aumenta di 9 punti.
Nel 2022, i comuni pugliesi classificati a fragilità alta o massima sono il 63% del totale (35% in Italia), con una quota di residenti del 40% (22% in Italia).
Bari, il capoluogo, si caratterizza come polo di servizi. Nel 2024 la sua popolazione (circa 300mila abitanti) rappresenta l'8% del totale regionale. Nel capoluogo l'88% dell'occupazione è nei servizi e il 12% nell'industria; ha un'istruzione terziaria quasi il 21% della popolazione con almeno 9 anni. Negli altri comuni l'occupazione industriale si attesta poco sopra un quinto del totale e i servizi al 74%.
Per gli approfondimenti si può consultare la fonte.
POPOLAZIONE RESIDENTE IN PUGLIA E IN ITALIA. Anni 1861-2024. Valori assoluti e indici base 1861=100 (a)

(a) Dal 1861 al 1991 i dati sono riportati ai confini del 1991. Dal 2001 i confini sono quelli dell’epoca
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Pubblicato il 15 ottobre 2026